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Pubblicato il 07/07/2022
Ufficio stampa Apt Val di Fassa

La presidente del Senato, giunta in Val di Fassa il 7 luglio, ha ringraziato le forze intervenute per soccorrere i superstiti e operare sul ghiacciaio e ha sottolineato l’urgenza di investire in prevenzione e sicurezza del territorio di tutta Italia

«Sono oggi, qui presente, per manifestare la mia vicinanza a tutte le famiglie delle vittime, la mia preoccupazione per i feriti e i dispersi, la mia gratitudine per tutti i soccorritori che hanno lavorato in grande sinergia. Ringrazio la comunità per i soccorsi immediati e per come sta ancora lavorando dopo il crollo del ghiacciaio della Marmolada, che è una ferita non solo per questo territorio ma per tutto il Paese». Queste le parole di Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato della Repubblica, giunta in Val di Fassa nel pomeriggio del 7 luglio, dove, al Centro di Protezione Civile di Canazei, ha incontrato Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento, Maurizio Dellantonio, presidente del Soccorso Alpino nazionale i vertici dei diversi corpi che stanno compiendo le pericolose ricerche sul ghiacciaio. «L’Italia è bellissima, ma fragile  - ha sottolineato la presidente del Senato - il 94% dei comuni italiani sono a rischio idrogeologico, il che significa che dobbiamo investire di più in prevenzione, collaborando con enti locali e regioni. È nostro compito monitorare e intervenire, perché il Paese ha bisogno di una sorta di casco protettivo. Dobbiamo cambiare i paradigmi nelle nostre politiche, ci deve essere un cambio di passo che coniughi le questioni ambientali con quelle economiche». E al termine del suo intervento, l'onorevole Casellati ha ribadito: «Sintetizzo il significato di questo mio incontro dicendo grazie davvero a tutta questa meravigliosa comunità, grazie per quello che avete fatto e continuate a fare. Le istituzioni sono con voi, non vi lasceremo soli».

Intanto, nella giornata del 7 luglio, le vittime sono salite a dieci, con il recupero di una salma individuata nell’ambito delle operazioni di ricerca da terra, compiute nell’area a valle del distacco. «La presenza dell’onorevole Casellati - ha affermato Maurizio Fugatti - dimostra come le istituzioni sappiano essere unite. Abbiamo lavorato sin con i primi soccorsi, che non si sono risparmiati nonostante il pericolo, con grande serietà, mettendo in atto modalità operative all’avanguardia grazie a droni e radar sofisticati. I Ris, con le loro competenze scientifiche, stanno compiendo, in tempi rapidi, le analisi che ci auguriamo permettano di dare un nome ai poveri resti non ancora identificati». In mattinata sono state riconosciute, dai familiari, due vittime ceche che, con le quattro italiane, portano a sei gli identificati. Restano 5 le persone reclamate dai familiari.

L’8 luglio riprenderanno le ricerche con i droni e via terra, grazie anche al supporto dei radar che registrano i minimi movimenti del ghiacciaio sospeso. Saranno coinvolti sin dal primo mattino 14 operatori con 2 cani da ricerca e 2 vedette, come avvenuto il 7 luglio, come hanno spiegato nel dettaglio delle operazioni Andrea Ciech e Moreno Togni del Corpo permanente dei vigili del fuoco di Trento, il direttore di MeteoTrentino Mauro Gaddo e il maresciallo Riccardo Manfredi, comandante della stazione di soccorso Passo Rolle della Guardia di Finanza. Questo tipo di operazioni e strumentazioni stanno consentendo di geolocalizzare i reperti tecnici e organici rinvenuti. I droni, infatti, monitorano uno scenario insidioso e in costante mutamento per via dello scioglimento della parte superiore del ghiaccio, nelle ore più calde.

 






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