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Pubblicato il 18/05/2022
Ufficio stampa Apt Val di Fassa

Dal 9 maggio al 18 settembre, una dozzina, tra guide alpine, boscaioli e operai, si occupa del ripristino e della manutenzione di 350 km di tracciati, secondo il progetto “Sa Mont” di Apt e comuni di Fassa

"Chi dai troes" (quelli dei sentieri, in ladino), dodici persone tra guide alpine, boscaioli e operai, dal 9 maggio al 18 settembre in Val di Fassa, si occupano del ripristino e della manutenzione di circa 350 km di tracciati escursionistici. Il gruppo, diviso in un paio di squadre (due persona per ciascuna, a turno), rappresenta la parte operativa del progetto Sa Mont” (In montagna, in ladino), messo a punto dall’Apt Val di Fassa, in collaborazione con i comuni e le frazioni valligiane, Sat e il Comun general de Fascia. Dopo l’avvio nel 2021, quest’estate l’attività è ricominciata anche con alcuni incontri formativi da parte della Sat per “Chi dai troes”, in modo da adottare sul territorio pratiche corrette e condivise. «L’estate scorsa - spiega Nicolò Weiss, product manager dell’Apt di Fassa e coordinatore di “Sa Mont” - abbiamo raggiunto un accordo con la Sat, che è responsabile dei sentieri, ma che necessita di supporto nel monitoraggio della rete dei percorsi fassani, affidato, fino a qualche tempo fa, solo ai suoi volontari. Così, tra giugno e settembre 2021, siamo intervenuti con quattro persone, specie lungo gli itinerari più battuti, dove, oltre a rimuovere sassi e piante e a ripristinare qualche tratto investito da frane, sono stati raccolti diversi rifiuti: mascherine, fazzoletti di carta, escrementi di animali».
Negli ultimi anni, l’aumento di chi, a piedi o in mtb, si muove sugli itinerari in quota, sommato ai danni provocati dai forti temporali, impone un controllo costante degli itinerari. «È indispensabile, un po’ come, d’inverno, battere le piste da sci», sottolinea Weiss. Per questo Apt di Fassa, con il sostegno dei comuni ladini, investe oltre 100.000 euro in “Sa Mont”, che è diviso in due fasi: ripristino, tra maggio e giugno, e manutenzione, tra luglio e settembre. In questo periodo le squadre di “Chi dai troes” sono impegnate sui tracciati fino a 2100 metri, dopodiché in quelli a quote elevate, monitorando i più frequentati anche un paio di volte la settimana. «Le squadre lavorano tutti i giorni così da creare un coordinamento efficiente con società d’impianti, rifugisti e polizia municipale, per eventuali chiusure tempestive dei sentieri».
Un’attività che regala soddisfazioni a “Chi dai troes”, come sostiene Daniele Iori, boscaiolo di professione, di nuovo a prendersi cura dei sentieri fassani, dopo l’esperienza del 2021: «Sistemiamo canalette, spostiamo pietre e piante, ripariamo scalini e capita che gli escursionisti ci ringraziano, specie quando ci vedono raccogliere l’immondizia. E fa piacere». Se Daniele con Marco Verra, Giacomo Iori e Roberto Riz si concentrano sui sentieri dell’alta Fassa, per quelli della bassa valle ci sono le guide alpine Fabio Giongo, Alberto Felicetti, Antonio Bonet, Cristian Dallapozza, Maurizio Davarda, Riccardo Dezulian, Cesare Pastore e John Vaia. «Lavoriamo volentieri per “Sa Mont” - dice Giongo, direttore della Scuola di Alpinismo Dolomiti - unendo la nostra attività di manutenzione straordinaria delle vie ferrate a quella dei sentieri. Siamo consapevoli dell’importanza di quest’attività, sia per ragioni di sicurezza, sia di cura e d’immagine del territorio».



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