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Pubblicato il 29/07/2022
Ufficio stampa Apt Val di Fassa

Il 29 luglio, collegata all’edizione 2022 del Circen Dolomites Festival, è stata inaugurata l’esposizione dell’artista fassano, nonché fondatore della "Scuola d’Arte" di Pozza oggi liceo artistico, visitabile fino all’11 ottobre al Museo Ladino di Fassa

Luci, ombre. Sfumature, dettagli. Dolomiti di Fassa accese di colore all’alba e al tramonto: questa è l’”enrosadira” - così è chiamato dai ladini il fenomeno dei raggi che, a inizio e fine giornata, colpendo le rocce dolomitiche le accendono di sfumature dal rosa al rosso - dipinta con maestria, dal fassano Giuseppe "Beppino" Soraperra (1912-1985). Questi momenti speciali fissati sulla tela, assieme a significativi soggetti religiosi e figure femminili ritratte nel loro quotidiano, sono al centro della ventina di opere di "Enrosadira", la mostra su Soraperra, visitabile fino all’11 ottobre al Museo Ladino di Fassa. L’esposizione è stata inaugurata il 29 luglio in concomitanza con l’apertura dell’edizione 2022 del Circen Dolomites Festival che ha per tema proprio l’”enrosadira”. «La visione dei quadri esposti in questa sala - ha spiegato Franco Soraperra, uno dei figli di "Beppino", all’inaugurazione affollata di autorità, valligiani e di ragazzi del festival circense - va fatta da sinistra verso destra. In tal modo si può notare come mio padre abbia compiuto un percorso "involutivo", rispetto a quello classico di un artista. In una sua prima fase, infatti, ha privilegiato l’essenzialità trascurando i dettagli: i suoi quadri sono fatti di poche, decise pennellate, in cui colore, luce e ombre hanno il sopravvento. Col passare del tempo, la cura dei particolari si fa più evidente». Così lo splendore rosa del tramonto (o dell’alba) su Sella, Catinaccio, Torri del Vajolet, Latemar, Pale di Sam Martino e altre cime, restituito con cura da Sorapperra, diviene sempre più reale tanto da essere dipinto anche in soli otto minuti, il tempo esatto del sole di "scivolare" dietro le vette. L’amore per la Val di Fassa e le sfumature sfolgoranti della sua natura, in alcune occasioni giovanili e nell’età matura, lasciano spazio a opere più introspettive. È questo il caso del Cristo che Soraperra ha realizzato nel corso della prigionia, durante la prima guerra mondiale, con il prezioso contributo (di una piccola parte di zucchero) dei commilitoni detenuti assieme a Soraperra, verso cui tutti rivolgevano lo sguardo per pregare.

Giuseppe Soraperra, artista di singolare sensibilità, ha aperto nel 1941 la "Scuola d'Arte" di Pozza, oggi liceo artistico, che il prossimo ottobre festeggerà ottant’anni dalla fondazione. Non solo docente, ma anche guida alpina, Soraperra ha scalato le Dolomiti portando con sé tavolozza e pennelli per imprigionare ogni loro momento di bagliore. "Queste montagne mi danno tanta serenità e con questa serenità intendo dipingere, senza preconcetti e senza retorica", diceva  Soraperra. Tra i quadri esposti, provenienti in parte dalle collezioni del museo e in parte da privati, le cime dolomitiche la fanno da padrone in tutta la loro possanza.

L’esposizione è nella Sala L. Heilmann, al piano terra del Museo Ladino di Fassa (orari: fino al 10 settembre tutti i giorni 10-12.30 e 15- 19; dall’11 settembre all’11 ottobre tutti i giorni 15- 19).






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