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Pubblicato il 02/05/2019
Ufficio stampa Apt Val di Fassa

La Val di Fassa ospita sette appuntamenti con artisti d’eccezione, tra cui Neri Marcorè, Mario Brunello e Giovanni Sollima che celebrano il venticinquesimo anno del festival trentino capace di unire magistralmente musica e montagna

Un programma importante, a sottolineare il traguardo dei venticinque anni, è quello proposto quest’estate dal festival “I Suoni delle Dolomiti”. Venticinque appuntamenti complessivi (proprio come gli anni) nei luoghi dolomitici più belli e, fra questi, non mancano i palcoscenici in quota della Val di Fassa, partner di rilievo della rassegna sin dalla prima edizione.
Nell’estate 2019 nella valla ladina sono ben sette gli spettacoli di un calendario, che si declina in concerti (gratuiti) di diverso genere, suonati da artisti di fama internazionale. Ed è proprio dalla Val di Fassa che prende il via - sul campo - la rassegna trentina con il “Trekking delle Dolomiti”: dal 28 al 30 giugno si cammina, infatti, tra i maestosi gruppi del Catinaccio e del Sassolungo, accompagnati dalle note (in brevi esibizioni) di Giovanni Sollima, violoncellista, ma anche compositore, attore e regista, e dell’israeliano Avi Avital, talentuoso interprete del mandolino. Entrambi gli artisti, già ospiti de “I Suoni”, suggellano il tour in quota con l’esibizione del 30 giugno (ore 12) sui verdi prati del Rifugio Micheluzzi in Val Duron. Di spicco, il 20 luglio sul Col Margherita al Passo San Pellegrino (ore 6) l’“Alba delle Dolomiti”, che celebra il progetto specialeE intanto si suona” con il nutrito gruppo di attori e musicisti, composto da Neri Marcorè, Marco Rizzi, Regis Bringolf, Danilo Rossi, Mario Brunello, Florian Berner, Gabriele Ragghianti, Ivano Battiston, Signum Saxophone Quartet, impegnati in “Un viaggio lungo un secolo: la musica si confronta con la guerra, l'umanità con le barbarie”. Al Buffaure di Pozza il 7 agosto (ore 12) prende spazio tutta la vivacità del gipsy-jazz di Joscho Stephan Trio, con il chitarrista tedesco leader del gruppo - Joscho Stephan appunto - che si è distinto sin dal primo album per la sua geniale ispirazione alla musica di un mito come Django Reinhardt. Tra le sponde del lago d’Antermoia e l’omonimo rifugio il 28 agosto (ore 12), si espandono invece le note classiche di Lorenza Borrani, violinista vincitrice di premi prestigiosi ed espressione del laboratorio Spira Mirabilis. Con lei, la violoncellista svizzera Ursina Braun e gli svedesi Riikka Reppo, virtuosa della viola, e Mats Zetterqvist, eccellente violinista.
A poca distanza dal Rifugio Bergvagabunden Hütte al Passo San Pellegrino, il 5 settembre (ore 12), trova il suo palco naturale il “Trio in uno”, che riunisce i brasiliani Pablo Schinke al violoncello e José Ferreira alla chitarra sette corde con l'italiana Giulia Tamanini al sassofono. Il gruppo, che ha esperienze anche con orchestre da camera e sinfoniche, propone un coinvolgente excursus nella musica brasiliana più celebre. Il calendario fassano de “I Suoni” si conclude il 14 settembre al Ciampac con l’esibizione di “Penguin Cafe”, ovvero il pianista Arthur Jeffes (figlio di Simon Jeffes fondatore negli anni Settanta della “Penguin Cafe Orchestra”) che nel suo progetto di musica “senza confini” ha coinvolto musicisti del calibro di Cass Browne, Neil Codlind, Oli Langford e Darren Berry.
Il festival “I Suoni delle Dolomiti” è organizzato da Trentino Marketing, in collaborazione con la locale Azienda per il Turismo per i concerti sul territorio fassano.






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