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Pubblicato il 06/07/2022
Ufficio stampa Apt Val di Fassa

Tutti i sei Comuni della valle ladina sabato onoreranno le vittime del ghiacciaio della Marmolada, dove il 6 luglio sono stati rinvenuti due corpi da identificare grazie alle procedure dei Ris di Parma giunti a Canazei con il comandante Giampietro Lago

Bandiere a mezz’asta, un minuto di silenzio e una funzione religiosa, alle 18 nella chiesa del Sacro Cuore di Canazei, concelebrata dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi e dal vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol. Così, il 9 luglio, Canazei e tutta la Val di Fassa onoreranno le persone decedute, il 3 luglio, sotto il crollo di parte del ghiacciaio della Marmolada.
Intanto, il 6 luglio, le vittime sono salite a nove dopo il ritrovamento di altri due corpi. «Oggi l’attività si è svolta con i droni, prima, e con le persone, poi - ha spiegato Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento - dato che le condizioni sono sempre di grande pericolo. Ma il proseguo delle ricerche dimostra la volontà delle istituzioni locali e nazionali di trovare gli scomparsi e dare un nome alle salme. I feriti restano sette, di cui quattro ricoverati negli ospedali di Trento (due in ortopedia, uno in chirurgia e uno in neurochirurgia alta intensità), tre sono negli ospedali veneti. Rimangono cinque le persone reclamate. Le salme ritrovate, potrebbero essere due di loro: lo sapremo solo dopo gli opportuni accertamenti». Per identificare corpi e poveri resti, raccolti anche nei giorni scorsi, oggi è giunto in valle con una squadra Giampietro Lago, comandante dei Ris di Parma: «Siamo stati coinvolti in questa vicenda - ha detto Lago - per identificare i soggetti che con le modalità ordinarie non possono essere individuati. Una nostra squadra sta lavorando, qui a Canazei, per acquisire i prelievi biologici dai tessuti delle salme e dai resti non identificati. Parallelamente, sono in via di acquisizione i campioni di riferimento o dei soggetti reclamati dalle famiglie, quindi presunti scomparsi, o di familiari biologicamente riferiti agli stessi. In tempi rapidi, porteremo i campioni prelevati in laboratorio a Parma dove procederemo all’estrazione e all’individuazione dei profili di dna e al ricongiungimento dei resti e all’identificazione delle salme. Diamo priorità massima a questo lavoro: in una giornata si ottiene l’esito del reperto a disposizione, ma la disponibilità di campioni di confronto resta un collo di bottiglia: il cerchio non si chiude finché non abbiamo tutti i campioni e i riferimenti a disposizione».
Dopo gli interventi sul campo del 6 luglio, che hanno visto la composizione di una squadra interforze coordinata dal maresciallo Riccardo Manfredi comandante della stazione del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza del Passo Rolle, le operazioni riprendono il 7 luglio con persone a terra e unità cinofile specializzate nella ricerca di persone disperse: «Effettueremo le ricerche al mattino presto - ha precisato Maurizio Dellantonio, presidente del Soccorso Alpino Nazionale - in una zona appena sottostante a quella del ritrovamento odierno. Ci sarà anche un elicottero in volo a cui saranno legati (con gancio baricentrico) le persone impegnate a scavare tra ghiaccio e terra, in maniera da evacuare immediatamente la zona in caso di pericolo. Oggi abbiamo usato l’apposita apparecchiatura che indica anche uno spostamento minimale della massa di ghiaccio in superficie e innesca le sirene. Faremo altrettanto domani, prima di iniziare le operazioni. Al momento il ghiacciaio è fermo».

 






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