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Pubblicato il 04/07/2022
Ufficio stampa Apt Val di Fassa

Nel pomeriggio del 4 luglio, il presidente del Consiglio è giunto al centro di protezione civile di Canazei, dove ha incontrato i familiari delle persone decedute il 3 luglio sulla Regina delle Dolomiti

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, giunto nel pomeriggio del 4 luglio a Canazei, ha espresso sincera e affettuosa vicinanza, da parte di tutto il Paese, ai familiari dei deceduti, dei dispersi e ai feriti nella tragedia accaduta il 3 luglio sul ghiacciaio della Marmolada. Nel centro di protezione civile del paese della Val di Fassa, Draghi ha ringraziato tutti coloro che sono impegnati nei soccorsi: protezione civile, vigili del fuoco, soccorso alpino, autorità sanitarie, volontari. «Il mio ringraziamento va a tutte queste persone - ha detto il premier - che stanno dimostrando grande coraggio, perché le operazioni di soccorso si sono svolte e continueranno a svolgersi in una situazione di grande pericolo. Ringrazio anche i presidenti delle Province di Trento e Bolzano, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, per l’impegno in questa drammatica emergenza. Bisognerà prendere provvedimenti perché quanto accaduto abbia una bassissima probabilità di accadere di nuovo o possa essere addirittura evitato».

Il presidente Fugatti ha, a sua volta, ringraziato il premier per la visita sui luoghi della tragedia e, ricordando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha rivolto un pensiero agli uomini e alle donne che, con tempestività, sono intervenuti in una situazione oggettivamente complessa: «Canazei, che in passato era già stata colpita da altre tragedie, sta vivendo un dolore particolarmente profondo», ha sottolineato Fugatti. Il presidente Zaia, commosso per la situazioni drammatica e le gravi perdite che conta il Veneto - tre delle persone decedute (e riconosciute dai parenti) infatti sono venete - ha assicurato: «Le ricerche continueranno: lo dobbiamo ai familiari e a chi è ancora lassù». Il presidente Kompatscher ha messo in luce, l’impegno dei soccorritori, ma anche il rispetto e la delicatezza che in questo frangente vanno riservati ai familiari delle vittime e dei dispersi. Infine, Il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio ha ricordato come: «In questo momento difficile per il Paese, la risposta operativa è stata importante ed ha visto una collaborazione proficua tra forze diverse. Il sistema nazionale è a disposizione per supportare le attività in questa grande tragedia».

Nella giornata del 4 luglio, purtroppo, il bilancio delle vittime oggi è salito a sette. Otto sono i feriti trasferiti negli ospedali di Trento, Bolzano, Belluno, Feltre e Treviso, di cui due in gravi condizioni. Attualmente sono tredici le persone disperse (una in meno rispetto quanto comunicato in precedenza, poiché un uomo di nazionalità austriaca è stato rintracciato nelle ultime ore), il cui mancato rientro è stato denunciato dai familiari. Dieci dispersi sono italiani e tre cechi. Le autorità stanno ancora accertando la proprietà di quattro vetture parcheggiate al Fedaia accanto ai sentieri che portano al ghiacciaio: tutte hanno targhe straniere (una tedesca, una ungherese due ceche).






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