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Pubblicato il 05/07/2022
Ufficio stampa Apt Val di Fassa

Meno pesante il bilancio della tragedia del ghiacciaio della Regina delle Dolomiti, per cui il 9 luglio a Canazei ci sarà lutto cittadino con una messa di suffragio celebrata dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi

Si riduce a cinque (tutti italiani) il numero dei dispersi, in seguito al distacco di parte del ghiacciaio della Marmolada, avvenuto il 3 luglio scorso. Sono stati rintracciati infatti, nella mattinata del 5 luglio, otto turisti stranieri (ignari d’essere oggetto di ricerche) che risultavano tra le persone scomparse. Inoltre, è stato riconosciuto l’uomo - un trentino di trent’anni - ricoverato all’ospedale di Treviso, le cui condizioni sono in miglioramento. Sono queste le buone notizie, dopo un paio di giorni davvero drammatici, per la Val di Fassa, in particolare per Canazei - comune in cui insiste la Marmolada e che in passato ha già affrontato gravi tragedie della montagna - dove sabato sarà lutto cittadino come annunciato dal sindaco Giovanni Bernard: «La comunità è stata colpita duramente dalla tragedia del crollo del ghiacciaio della Marmolada, per cui il 9 luglio sarà lutto in paese». Sabato, alle 18 nella chiesa del Sacro Cuore di Canazei, arriverà anche l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi per celebrare una messa di suffragio per le vittime. «L’arcivescovo ha seguito la tragica vicenda fin dalle prime ore e si è tenuto aggiornato in questi giorni, tutta la nostra comunità ha reagito, oltre che con il soccorso, anche con la preghiera», ha detto il parroco di Canazei, Mario Bravin, che è anche uno dei vigili del fuoco volontari attivi sul ghiacciaio, sin dallo scattare dell’emergenza.

La giornata del 5 luglio ha visto, poi, diversi ritrovamenti di indumenti e di poveri resti umani, per cui sarà necessario probabilmente il test del dna per il riconoscimento, e la chiusura ufficiale degli accessi a tutta l’area della Marmolada, dopo l’emanazione del 3 luglio da parte dei Comuni di Canazei, San Giovanni di Fassa e Rocca Pietore dell’interdizione di tutti i sentieri e del ghiacciaio della Regina delle Dolomiti. Autorità locali e soccorritori invitano al rispetto di queste disposizioni (che potrebbero protrarsi a lungo), per facilitare attività e indagini. Nei prossimi giorni, come ha spiegato Maurizio Dellantonio a capo del Soccorso Alpino nazionale, i soccorritori, agevolati anche dall’abbassamento delle temperature, torneranno sul luogo del crollo (nella zona meno rischiosa) per proseguire le ricerche. Per garantire maggiore sicurezza a quanti operano in quest’area, altamente pericolosa, sono stati anche posizionati alcuni radar, monitorati da esperti dell’Università di Firenze, per intercettare i movimenti del ghiaccio. L’attività procederà anche con il supporto di sentinelle, pronte a segnalare qualsiasi anomalia e permettere così l’evacuazione celere dalla zona a rischio, e di unità cinofile speciali.






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