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Pubblicato il 15/05/2018
Ufficio stampa Apt Val di Fassa

Il 30 giugno con il super-ospite Graham Nash in Val Duron, si inaugura la 24ª edizione dell’apprezzato festival trentino che, nella valle ladina, trova affascinanti palcoscenici per ben sei concerti

Gli appassionati ritengono la Val di Fassa la casa ideale de "I Suoni delle Dolomiti" e non si sbagliano. La valle ladina, che ospita il maggior numero di concerti dell’apprezzata rassegna che porta nelle località in quota più belle del Trentino artisti di chiara fama, è la sede (come accade da anni ormai) dell’ouverture della 24ª edizione. Il 30 giugno (ore 12) si esibisce sui prati del Rifugio Michleuzzi in Val Duron un ospite d’eccezione: Graham Nash, cantautore e compositore inglese naturalizzato statunitense, è una star della musica sin dall’esordio con il gruppo pop-rock The Hollies e, quindi, con il quartetto di fuoriclasse CSN&Y ovvero Crosby, Still, Nash e Young. In Val di Fassa Nash protagonista, con Shane Fontayne alla chitarra e Todd Caldwell alle tastiere, dello spettacolo "Un’atmosfera intima per canzoni e storie", propone anche i brani del suo ultimo album (2016) "This Path Tonight". Seduce sempre con il fascino delle primi luci il secondo appuntamento fassano del festival "I Suoni" (che complessivamente conta venticinque concerti): l"Alba delle Dolomiti" il 14 luglio al Col Margherita (2500 m) del San Pellegrino. Alle 6 del mattino si assiste alla nascita di un nuovo giorno dolomitico con "Moresche e altre invenzioni. Polifonia di lingue e suoni per un viaggio irripetibile nel tempo e nello spazio" di Maria Pia Devito e l’Ensamble Burnogualà che eseguono in chiave jazzistica le "Moresche" di Orlando di Lasso - cicli carnevaleschi, parodie, danze - dal sapore mediterraneo e africano. Si torna ai concerti con il sole di mezzogiorno il 18 luglio al Rifugio Contrin con "Carisma e passione di un mandolinista superstar", ovvero Avi Avital. Nato a Be'er Sheva nel sud di Israele, Avi Avital è un virtuoso del mandolino che suona sin da bambino e che l’ha reso famoso grazie a grandi incisioni, composizioni e interpretazioni al fianco di importanti orchestre internazionali. Il 29 luglio (ore 12) al Rifugio Roda di Vael è la volta di un ospite (quasi) fisso del festival: il trombettista jazz Paolo Fresu che, in questa occasione, suona con la banda locale "Musega da Poza" in un progetto speciale di musica di montagna, sotto la direzione artistica del compositore Marco Somadossi. "Due virtuosi di chitarra e sassofono per una musica senza confini" è invece lo spettacolo del 10 agosto (ore 17.30) al Teatro Navalge di Moena che vede Ferenc Snétberger (chitarra) e Tony Lakatos (sax) al centro di un concerto emozionante tra jazz, musica classica e brasiliana. In Fassa "I Suoni" si chiudono con "Musica folk per esplorare le frontiere sconosciute d'Europa" il 28 agosto (ore 12) alla Baita alle cascate in Val San Nicolò. A proporre questo interessante viaggio musicale il quartetto ucraino Dakhabrakha, capace di interpretare la musica popolare dell’Est in una forma tanto rivoluzionaria, quanto appassionante.






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