RICERCA ALLOGGIO
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Pubblicato il 03/07/2022
Ufficio stampa Apt Val di Fassa

Alle 13.40 del 3 luglio, il distacco di una massa di ghiaccio da 3000 metri circa, tra Punta Rocca e Punta Penia, ha investito diversi escursionisti provocando la morte di sei persone e diversi feriti. Emanato dai Comuni di Canazei e Rocca Pietore l’ordinanza di divieto assoluto di presenza di persone nell’area

Sulla Marmolada un fragoroso boato assieme a un forte spostamento d’aria hanno accompagnato, alle 13.40 del 3 luglio, il distacco di una parte del ghiacciaio, da quota 3000 metri tra Punta Rocca e Punta Penia. La massa ghiacciata è precipitata per circa due chilometri (pare a circa 300 km/h), scavalcando un seracco e distendendosi nell’area inferiore della vecchia sede del ghiacciaio, investendo diversi alpinisti impegnati nell’ascesa o nella discesa della Regina delle Dolomiti (3343 metri) lungo la via normale, provocando la morte di sei di loro e il ferimento di circa otto, di cui due in condizioni critiche. Sin dalle ore successive, è stata emessa una ordinanza da parte dei Comuni di Canazei, San Giovanni di Fassa (Trentino) e Rocca Pietore (Veneto) di divieto assoluto di presenza di persone sui sentieri e sul ghiacciaio, in vigore per i prossimi tre giorni (ma che è probabile si protragga ulteriormente), sia per favorire le ricerche dei dispersi (probabilmente sedici persone), sia per ragioni di sicurezza, perché l’area in quota risulta instabile. «Non c’è memoria di un distacco di ghiaccio di tali dimensioni in Trentino», ha dichiarato l’ingegner Raffaele De Col, capo della Protezione Civile trentina, che assieme a Maurizio Fugatti, presidente della Provincia di Trento, ha seguito da Canazei - dove è stata istituita la centrale operativa - tutte le operazioni di soccorso, in una calda domenica di luglio che, purtroppo, si è trasformata in tragedia. «Il primo ministro Mario Draghi - ha affermato Fugatti - si è interessato subito all’evento drammatico sulla Marmolada, così l’ing. Fabrizio Curzio capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, che sono in costante contatto con noi. Naturalmente, ci siamo coordinati anche con Luca Zaia, presidente della Regione Veneto dove insiste una parte della montagna, per gli interventi immediati che hanno visto squadre di soccorso muoversi da Trentino, Alto Adige e Veneto».

Gli escursionisti che hanno assistito alla valanga di ghiaccio hanno chiamato prontamente i soccorsi che si sono mossi celermente: «Nelle prime ore sono intervenuti sul posto una sessantina di soccorritori con diverse unità cinofile, coadiuvate da sei elicotteri», ha spiegato Walter Cainelli, presidente del Soccorso Alpino del Trentino. Una volta ritrovate le persone decedute e soccorsi i feriti, l’area è stata interdetta. Così, sono stati portati a valle con gli elicotteri anche quanti si trovavano in cima alla Regina delle Dolomiti e che avrebbero dovuto trascorrere la notte a Capanna Punta Penia.

Le ricerche continueranno per tutta la notte del 3 luglio con l’illuminazione dell’area e l’uso di droni, con operatori del Soccorso Alpino e Vigili del Fuoco. Lunedì 4 luglio si proseguirà nei sopralluoghi per l’individuazione dei dispersi, previa analisi degli esperti glaciologi del centro di Arabba e di Meteo Trentino che faranno una verifica del ghiaccio sospeso, che presenta un seracco ampiamente aperto e potenzialmente instabile. Saranno coinvolti anche geologi, dato che, in questo crollo, non si esclude una concomitanza di eventi: cedimento del sostrato e alte temperature. In questi giorni, infatti, lo zero termico si registra a 4300 metri.

La camera ardente per le vittime è stata allestita allo Stadio del Ghiaccio di Canazei, dove i parenti riceveranno assistenza psicologica. «Canazei e tutta la Val di Fassa esprimono cordoglio e vicinanza ai familiari degli escursionisti scomparsi, in una tragedia di cui, sfortunatamente, non si erano manifestati segnali», hanno detto Giovanni Bernard, sindaco di Canazei, e Giuseppe Detomas, procurador del Comun general de Fascia. Infatti, pur nella conclamata sofferenza del ghiacciaio, documentata in particolare in quest’inizio d’estate rovente, nei giorni precedenti alla tragedia, nulla aveva fatto presagire un distacco di ghiaccio di tale portata.

Per le emergenze: numero 0461 495272






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