29 settembre 2026 20:45
Un alpinista d'eccezione, una pianista amante delle alte quote, un attore-scrittore e un quintetto di virtuosi: due appuntamenti in teatro e ai piedi del Catinaccio, legati da una corda fatta di parole e musica
I Suoni delle Dolomiti sono incontri irripetibili tra musica, natura e silenzio. In un dialogo che per la prima volta si apre tra teatro e montagna, artisti e pubblico condividono l'ascolto, il racconto e il cammino. Le armonie si intrecciano con il respiro delle Dolomiti in un'esperienza che cambia forma tra sala e quota, ma che esiste solo qui e ora.
Nel Catinaccio, terra di alpinisti e grandi imprese, I Suoni delle Dolomiti danno forma in un doppio appuntamento: un primo incontro in teatro e, il giorno successivo, una seconda tappa in quota, ai piedi delle sue pareti leggendarie.
La musica e l'arrampicata condividono un linguaggio fatto di ascolto, ritmo e presenza. Entrambe richiedono concentrazione assoluta, equilibrio fra tecnica ed emozione, la capacità di dialogare con lo spazio che le accoglie: un'arena, una sala da concerto o una parete di roccia. Nell'arrampicata come nella musica, ogni gesto conta, ogni scelta è irreversibile e nasce da un'intima relazione tra corpo, mente e ambiente. È in questo terreno comune che si incontreranno i protagonisti degli eventi finali de I Suoni di quest'anno: uno dei più forti arrampicatori del mondo, Alexander Huber, che ha portato a termine, da solo e in coppia con il fratello Thomas, imprese eccezionali sulle pareti più diverse (e che per rilassarsi suona il piano), una pianista amante della montagna, Chiara Schmidt, che ha studiato al Conservatorio di Milano, poi a Vienna e infine al Mozarteum di Salisburgo, città dove oggi insegna, Giuseppe Cederna, attore e scrittore italiano divenuto popolarissimo con il film Mediterraneo di Salvatores e già ospite in passato del Trentino, dove fra l'altro ha partecipato a un'edizione di Dolomiti di Pace, e l'Ensemble Cortlys, quintetto di musicisti d'eccezione - quattro archi e un contrabbasso - affascinati dall'idea di prendere parte ad un progetto così insolito e "trasversale". Obiettivo comune: trasformare l'esperienza artistica e quella alpinistica in un unico atto di espressione di sé e libertà creativa.
Il concerto al teatro Navalge di Moena è gratuito.
