Tra Pozza e Alba di Canazei trovi piste di diversa difficoltà e spazi adatti anche a principianti e bambini. Da Pozza puoi salire al Buffaure e proseguire attraverso la Val Jumela fino a Sela Brunéch. Da qui si scollina nel Ciampac, un’ampia conca glaciale protetta dal Colac e dalla Crepa Neigra. Ai due estremi, le nere Vulcano e Ciampac riportano direttamente in paese. E se vuoi continuare, da Alba la funifor per Col dei Rossi aggancia la skiarea al Belvedere, aprendo la strada verso la Sellaronda.
Skiarea Buffaure - Ciampac
Dettagli piste e impianti
| Impianto | Status impianto | Piste collegate | Status pista | ||||||||||||
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08:30-16:30; Anche per non sciatori |
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08:30-16:30 |
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08:30-16:30 |
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08:30-16:30 |
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08:30-16:30 |
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Apertura diurna solo per allenamenti. Per la stagione invernale 2025-2026 l'apertura in notturna della pista Aloch è sospesa |
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Stazione a valle 08:30-16:25; Stazione a monte 08:30-16:45; Anche per non sciatori |
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08:30-16:25 |
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08:45-16:30 |
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08:30-16:30 |
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Aperto dal 20/12; 08:30-16:25 |
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08:30-16:30 |
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Skiarea Buffaure - Ciampac
Una skiarea che non ha bisogno di stare al centro per portarti lontano.
A Pozza si parte praticamente dal paese. I parcheggi alla cabinovia sono gratuiti e in pochi minuti si raggiunge il Buffaure. Da qui si può già iniziare a sciare oppure continuare a salire verso Col de Valvacin. Pozza e Vigo sempre in vista, mentre dall’altra parte il pendio è a picco sulla Val San Nicolò, con l’inconfondibile Col Ombert a chiudere l’orizzonte. Sul versante che guarda verso Cima Undici e Cima Dodici il ritmo è scandito da piste di media difficoltà, mentre nella zona di Buffaure di Sotto il terreno diventa più adatto anche a chi sta prendendo confidenza con gli sci. Ma prima o poi arriva una decisione: tornare a Pozza oppure vedere dove porta la montagna. Il rientro offre due possibilità completamente diverse. La rossa Panorama scende per oltre cinque chilometri, entra nel tratto iniziale della Val San Nicolò e passa vicino alla chiesetta prima di arrivare a Pozza. La Vulcano non cerca invece la strada più morbida: è una lunga pista nera che perde oltre 500 metri di quota e riporta direttamente in paese. Due modi molto diversi per chiudere il versante e, volendo, ricominciare da capo.
Per continuare verso il Ciampac bisogna prendere la direzione opposta. Dal Col de Valvacin la pista si affossa nella Val Jumela e per qualche tempo cambia completamente la percezione della skiarea. I paesi spariscono, rimangono i pascoli coperti di neve e qualche baita qua e là. È una valle laterale solitaria, con il Catinaccio schiaffato davanti alla maschera, meglio che sullo smartphone. La seggiovia accompagna gradualmente la risalita fino a Sela Brunéch, a 2.428 metri, il punto più alto.
Qui conviene fermarsi un momento. Sela Brunéch è uno spartiacque geografico e visivo: alle spalle rimangono il Buffaure e la Val Monzoni, mentre in basso sfila il tratto finale della Val San Nicolò. Oltre la dorsale della Val Jumela si nasconde la Val de Grepa, un’altra piccola valle appartata dove d’estate resistono prati da sfalcio, bestiame al pascolo e poche baite ancora utilizzate dalla gente del posto. Sullo skyline troneggiano Sassolungo, Sella, Pordoi e, ovviamente, la punta della Marmolada.
Poi si scollina.
Il Ciampac è l’opposto del Buffaure. Se il primo è aperto e affacciato sulla valle, qui ci si ritrova dentro un’ampia conca glaciale protetta dal Colac e dalla Crepa Neigra. Nel mezzo lo spazio è sorprendentemente ampio, ma le pareti rimangono sempre vicine. Lo si sente soprattutto salendo con gli impianti più interni, come lo skilift Sasso di Rocca.
Al Ciampac sciatori e non possono trascorrere la stessa giornata facendo cose diverse. Le piste più semplici e il campo scuola sono adatti a principianti e bambini, mentre il parco giochi permette di stare sulla neve anche senza sci. Un itinerario per ciaspole si allontana dagli impianti e basta percorrerne un tratto per ritrovarsi soli nella natura. Quelle distese bianche hanno un’altra vita d’estate. I prati diventano casa delle marmotte e il territorio permette di leggere da vicino una geologia particolarmente varia. Anche la storia ha lasciato qui le proprie tracce: durante la Prima guerra mondiale il Ciampac si trovava a ridosso del fronte dolomitico, teatro di aspri combattimenti.
Con gli sci ai piedi arriva un’altra scelta. Si può risalire verso Sela Brunéch e tornare a Pozza, costruendo il rientro su piste diverse da quelle percorse all’andata, oppure scendere verso Alba di Canazei. Per farlo c’è la Ciampac, una delle grandi nere della Val di Fassa. Dalla stazione d’arrivo della cabinovia perde rapidamente quota, entra nel bosco e continua per oltre due chilometri fino al paese, con circa 660 metri di dislivello. È tecnica, lunga e non concede molto riposo. Insieme alla Vulcano crea una caratteristica tutt’altro che scontata: alle due estremità della stessa skiarea ci sono due piste nere che arrivano direttamente nei paesi.
I tratti nel bosco aiutano quando il tempo non collabora. Se nebbia o nuvole basse rendono difficile leggere il terreno sulle piste completamente aperte, gli alberi offrono maggiori punti di riferimento e permettono di recuperare contrasto e profondità. Non trasformano una giornata di scarsa visibilità in una giornata perfetta, ma possono orientare la scelta di dove sciare.
Ad Alba di Canazei non è obbligatorio tornare indietro. Dalla stessa zona di partenza, la funifor sale al Col dei Rossi e in pochi minuti Buffaure - Ciampac si aggancia a Belvedere lungo lo Skitour Panorama. Da lì si può proseguire verso il Col Rodella e la Sellaronda. Il collegamento amplia le possibilità, ma non è indispensabile: tra Pozza e Alba c’è già abbastanza terreno per continuare a cambiare pista, quota e rifugio senza dover uscire dal comprensorio.
C’è poi un altro pezzo di questa storia proprio a Pozza, separato dal resto. Lo Ski Stadium Aloch è una pista nera in paese, riservata durante il giorno agli allenamenti agonistici di nazionali e team internazionali, mentre a dicembre ospita lo slalom maschile di Coppa Europa.
Nei prossimi anni questa parte della valle è destinata a cambiare ancora. Il progetto avviato dalla società Catinaccio Buffaure prevede il collegamento impiantistico tra Pozza e Pera, creando una continuità con il Catinaccio che oggi è garantita da skibus e trenino.
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