A Carezza viene naturale chiedersi cosa c’è dopo. La skiarea si allunga tra Latemar e Catinaccio, attraversando boschi, radure e ampi pendii.
Dal Passo Costalunga puoi spostarti verso il Rifugio Paolina e il Passo Nigra oppure lasciar correre gli sci nel bosco fino a Nova Levante. È una skiarea da esplorare, con piste panoramiche e tracciati tecnici, campi scuola, funslope e snowpark. E quando viene voglia di fermarsi, basta alzare lo sguardo: qui le Dolomiti accompagnano ogni discesa e Re Laurino e Ondina non sono solo leggende. Un fascino che, a suo tempo, conquistò persino la principessa Sissi.
Skiarea Carezza
Piste e impianti
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08:30-16:30; Anche per non sciatori |
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08:30-16:30; Anche per non sciatori |
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08:45-16:30; Anche per non sciatori |
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08:45-16:30; Anche per non sciatori |
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08:45-16:30; Anche per non sciatori |
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08:45-16:30; Anche per non sciatori |
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08:45-16:30; Anche per non sciatori |
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08:45-17:00 |
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Skiarea Carezza
A Carezza, ogni arrivo può diventare una nuova partenza.
Dal Passo Costalunga, Carezza si apre tra due gruppi dolomitici che si prendono subito la scena: da una parte il Latemar, dall’altra il Catinaccio. Da Vigo di Fassa si arriva in auto o skibus; un buon punto di partenza è la zona di Paolina, dove si trovano anche i parcheggi gratuiti. Piste larghe collegano settori della skiarea molto diversi tra loro, con la possibilità di scegliere continuamente difficoltà, ritmo e direzione.
Risalendo verso il Passo Costalunga, con cabinovia e seggiovia si raggiunge Pra di Tori. La scelta è immediata: affrontare la nera che ospita le gare internazionali di snowboard oppure seguire la variante panoramica che si snoda nelle foreste del Latemar prima di ricongiungersi più in basso. Poco distante, sotto la neve, si nasconde il celebre Labirinto, uno dei luoghi che alimentano le leggende di queste montagne. Lungo la discesa verso la stazione di partenza della seggiovia Paolina si costeggia anche la pista da slittino Hubertus, un invito a provarla senza gli sci.
Prendendo la seggiovia Paolina si sorvolano i prati che da fine maggio tornano a essere un campo da golf. In cima il panorama merita una pausa prima di affrontare le pendenze decise del versante; chi non vuole misurarsi con i muri può invece scendere alla stazione intermedia per ritrovare curve più gestibili. Per allungare la discesa si punta verso la cabinovia Franzin e l’Hotel Moseralm. In alternativa, si rientra verso la seggiovia, dove due skilift servono l’ampio pendio che lambisce le case del Villaggio Carezza.
È proprio questo il bello di Carezza: ogni volta che sembra arrivato il momento di tornare indietro, viene voglia di vedere cosa c'è dopo. Dalla Moseralm ci si sposta verso il Passo Nigra e la Malga Frommer. Se non ci si accontenta, si prosegue nel bosco fino a Nova Levante, con un tratto speed check lungo il percorso. È una di quelle discese che fanno percepire davvero quanto ci si sia allontanati dal punto di partenza: si parte nel cuore delle Dolomiti e si arriva direttamente in paese.
Da Nova Levante si riparte verso la Malga Frommer e da qui, con i due tronchi della cabinovia König Laurin, si raggiungono le Coronelle, dove le piste mettono alla prova anche chi scia da una vita. Però prima c’è una deviazione che non richiede nemmeno gli sci: con lo skipass si può lasciare l’attrezzatura alla partenza e concedersi un viaggio di andata e ritorno sulla Tires, l'unica funivia cabrio d'Italia. I più audaci possono viaggiare all'aperto, direttamente in piedi sul tetto della cabina, trasformando una semplice risalita in un punto panoramico in movimento.
Si punta di nuovo alla Moseralm, scegliendo tra una discesa diretta e una variante più dolce. Si passa sotto la strada del Passo Nigra attraverso un tunnel e gli sci possono tornare a correre. Lungo il percorso compare lo snowpark, uno spazio dedicato al freestyle. La cabinovia Franzin riporta infine verso la zona di Paolina.
Carezza lascia molto spazio a chi sta imparando. Campi scuola e skilift permettono di prendere confidenza con gli sci, mentre parchi gioco e percorsi fun danno alle famiglie più di un motivo per fermarsi fuori dalle piste principali.
L’area di Carezza si può esplorare anche a piedi. Una rete di passeggiate invernali e percorsi per ciaspole attraversa il territorio, con itinerari che conducono al ponte sospeso e al Lago di Carezza, dove Ondina emerge dalle acque ghiacciate. Ci sono inoltre anelli per lo sci di fondo ad accesso gratuito.
Fermarsi a tavola fa parte dell’esplorazione. Nei rifugi la cucina parla ormai chiaramente altoatesino, alternando piatti sostanziosi, specialità di montagna e dolci per una sosta pomeridiana. Una volta tolti gli sci, vale la pena aspettare il tramonto: con l'Enrosadira, cime e guglie tutt'intorno si accendono di rosa e rosso prima che arrivi la sera.
Carezza Dolomites adotta misure concrete per una gestione attenta dell'energia e delle risorse. Gli impianti di risalita sono alimentati con energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili, mentre moderni sistemi di misurazione dell'altezza della neve supportano una preparazione mirata delle piste. Per la battitura delle piste viene inoltre utilizzato carburante HVO. Dal 2022, Carezza Dolomites monitora la propria impronta di carbonio aziendale per individuare le principali fonti di emissione e sviluppare ulteriori misure di riduzione.
I confini della skiarea non sono necessariamente quelli della cartina. I collegamenti permettono di spingersi ancora più lontano e Carezza può diventare punto di partenza per skitour come Latemar Ronda e Rosengarten Ronda, allargando la giornata alle valli vicine.
Per sciare a Carezza sono validi gli skipass Val di Fassa/Carezza, Valle Silver e Dolomiti Superski.
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Con lo skipass Val di Fassa/Carezza puoi sciare sulle piste di Belvedere - Col Rodella, Ciampac - Buffaure, Catinaccio e Carezza.
