Al Passo San Pellegrino lo sci attraversa il confine. La skiarea si sviluppa sui due versanti del valico, tra Trentino e Veneto, dalle piste di Costabella e L’Om Picol alle lunghe discese che dal Col Margherita conducono verso Falcade. Puoi iniziare con calma sulle piste più facili del passo, misurarti su tracciati utilizzati dagli atleti di Coppa del Mondo oppure inseguire per l’intera giornata lo skitour Tre Valli Dolomiti. Intorno, campi scuola, parchi gioco, percorsi fun, boardercross, snowpark e rifugi permettono a famiglie, principianti e accompagnatori di trovare facilmente il proprio spazio.
Skiarea Passo San Pellegrino - Falcade
Piste e impianti
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Aperto dal 05/12; 08:45-16:00 |
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Aperto dal 05/12; 08:45-16:00 |
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Aperto dal 05/12; 08:45-16:00; Anche per non sciatori |
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Aperto dal 05/12; 08:30-16:00 |
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08:30-16:00 |
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Aperto dal 05/12; 08:30-16:00 |
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Aperto dal 05/12; 08:30-16:00 |
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08:30-16:00 |
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08:30-16:00; Anche per non sciatori |
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Aperto dal 05/12 al 06/04; 08:30-16:00; Anche per non sciatori |
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08:30-16:00 |
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Aperto dal 05/12 al 06/04; 08:30-16:00; Anche per non sciatori |
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Aperto dal 05/12 al 06/04; 08:30-16:00; Anche per non sciatori |
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Aperto dal 05/12 al 06/04; 08:30-16:00 |
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Aperto dal 05/12 al 06/04; 08:30-16:00 |
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Skiarea Passo San Pellegrino - Falcade
Due versanti, due regioni, due territori che sulla neve diventano una sola skiarea.
Dal Passo San Pellegrino, a 1.919 metri, basta guardare i due lati della strada per capire che la giornata può prendere direzioni molto diverse. Il valico segna il confine tra Trentino e Veneto e si raggiunge facilmente da Moena, in auto o con lo skibus, in servizio anche da Ronchi (Alpe Lusia). Sul versante fassano le piste salgono verso Costabella e L'Om Picol; di fronte, la funivia del Col Margherita apre la strada al Lago di Cavia, a Le Buse e Falcade.
La seggiovia Costabella, con parcheggio gratuito, è un buon modo per mettere in movimento le gambe. Sullo sfondo, il Rifugio Passo delle Selle fa da sentinella. Puoi ripetere subito la risalita oppure spostarti sulle piste servite dalla seggiovia Gigante. Decidi tu quanto alzare l'asticella. Per spingerti ancora più in alto, prendi la seggiovia Cima Uomo, che sale all'Om Picol. Basta guardare il terreno per capire che è bene conoscere le proprie capacità: il versante frontale è in piedi, mentre quello rivolto verso la montagna concede qualcosa, ma una volta saliti non c’è spazio per i ripensamenti. Scrutando con attenzione la roccia si distinguono le tracce della Grande Guerra. D’estate questa memoria riemerge sulle Creste di Costabella lungo la via ferrata Bepi Zac.
Tornati al passo, la piccola chiesa di Sant'Antonio diventa quasi un punto di orientamento. Un breve collegamento permette di attraversare il ponte e di raggiungere la partenza della funivia del Col Margherita. In pochi minuti si sale a 2.514 metri e cambia tutto: versante, regione e orizzonte. Da una parte si guarda verso la conca di Fuciade e la parete sud della Marmolada; dall’altra compaiono Focobon, Mulaz e Pale di San Martino, mentre più lontano lo sguardo si spinge fino al Civetta, al Pelmo, all’Antelao e alle piste sopra Alleghe.
La tentazione di rientrare subito al passo è forte, ma sarebbe un peccato. Dal Col Margherita si può seguire la lunga pista naturalmente ondulata che porta al Lago di Cavia, facendo attenzione a mantenere la sinistra al bivio. Il lago d'inverno sembra semplicemente parte del paesaggio, ma dietro la diga c'è una storia che continua tutto l'anno: il bacino alimenta un sistema per la produzione di energia idroelettrica ed è presidiato dal suo guardiano, che raggiunge questo luogo isolato grazie a una funivia monoposto di servizio.
Dal lago si rimonta lentamente il versante a sud e, per una volta, non dispiace che la seggiovia si prenda il suo tempo. Si torna a scendere fino al bivio successivo. Rientrare o continuare? Se la risposta è ancora "avanti", si raggiungono Le Buse e da qui si può allungare la sciata fino a Falcade. La discesa verso valle è una di quelle che cambiano carattere strada facendo. È una nera: in alcuni tratti il bosco stringe il passaggio e le curve in contropendenza richiedono attenzione. Poi la pista si fa sorprendentemente silenziosa, quasi solitaria, finché compaiono le prime case di Falcade Alto e infine si raggiunge Molino, dove la cabinovia permette di ricominciare la risalita. Meglio arrivarci a metà mattinata, quando il flusso degli sciatori in partenza da Falcade si è già alleggerito.
Risalendo, non è necessario ripercorrere esattamente lo stesso tragitto. Questa volta si punta verso il Pian della Sussistenza, scegliendo una blu più tranquilla per far riposare le gambe. Già il nome racconta qualcosa del luogo: durante la Prima guerra mondiale questa zona apparteneva alle retrovie del Regio Esercito italiano, con magazzini e strutture logistiche destinati alla sussistenza delle truppe. Poco sopra, la rossa che corre sotto la seggiovia può far venire voglia di concedersi un altro giro, ma conviene tenere d'occhio l'orologio: quell’impianto è anche uno dei passaggi chiave per rientrare al Passo San Pellegrino.
Di nuovo al Lago di Cavia, al bivio si tiene la destra, in direzione del Col Margherita. Un sottopasso con curva porta all'ultimo impianto, che riporta a quota 2.514 metri. Da lassù arriva una delle decisioni più importanti della giornata: come tornare al passo. C'è La VolatA, pista nera utilizzata per le gare di Coppa del Mondo; c'è la storica Col Margherita, con pendenze e muri che richiedono tecnica e controllo; c'è la rossa Le Caviette che cerca le linee meno severe del versante, senza per questo diventare una passeggiata. L'esposizione a nord aiuta a conservare bene la neve, ma tutte le discese richiedono consapevolezza delle proprie capacità. In caso di dubbio, la scelta migliore è scendere in funivia.
Al Col Margherita vale la pena non avere fretta. Qui si trova InAlto, ristorante panoramico legato alla cucina dello chef stellato Alfio Ghezzi, dove una sosta può diventare parte della giornata anche per chi raggiunge la quota senza sci. Appena sopra, una stazione del CNR è dedicata allo studio dell'atmosfera: a questa altitudine la qualità dell'aria è oggetto di monitoraggi scientifici che hanno fatto del Col Margherita un importante punto di osservazione delle Alpi.
Attorno agli impianti principali trovano spazio campi scuola con parchi gioco, funpark, funslope, ski cross, tracciati self-timer e snowpark, in posizioni facilmente raggiungibili anche dagli accompagnatori.
Non servono necessariamente gli sci per vivere il passo: ci sono escursioni accompagnate con le ciaspole al Lago di San Pellegrino e percorsi sulla neve che conducono a rifugi e baite. Dal Pian della Sussistenza si raggiunge il Rifugio Gigio Picol, dalla chiesetta al valico si sale allo Chalet Cima Uomo, mentre sul versante della Costabella si arriva alla Baita Paradiso. Poi c’è Fuciade: la sua conca di baite e fienili resta una delle mete del cuore.
Al San Pellegrino si impara qualcosa che va oltre la tecnica di discesa. Sul versante del Col Margherita, un campo di addestramento ARTVA consente di fare pratica nella ricerca e nel soccorso in valanga. Un servizio che ricorda quanto, appena oltre il perimetro delle piste battute, la montagna richieda conoscenza e preparazione.
Alla fine, il Passo San Pellegrino può essere tante giornate diverse: si resta vicino al valico, alternando piste e rifugi, oppure si prende la scia dello skitour Tre Valli Dolomiti.
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